Niente misure più incisive a sostegno del reddito dei soggetti più poveri. Il governo annuncia un allargamento per via amministrativa della platea della social card, ma restano comunque invariate le risorse stanziate.
L'incentivo Tremonti è una detassazione, parziale e temporanea, degli investimenti comunque finanziati. Non premia le imprese che rafforzano la struttura patrimoniale o quelle che hanno difficoltà di accesso al credito. La norma sostiene solo il settore meccanico. E rischia di essere particolarmente onerosa per il bilancio pubblico.
Indovinate cosa manca nella manovra attuale? Il sostegno al consumo.
Poiché Tremonti è la guida spirituale degli economisti (avrà fabbricato anche santini con la sua foto da distribuire ai convegni) può permettersi di ignorare quello che emerge dal dibattito mondiale e fare di testa propria.
Si è limitato ad aumentare il numero di persone che potranno richiedere la Social Card, senza però aumentarne i fondi. Immagino la felicità quando la gente riuscirà ad avere quella benedetta card (vedi Report) e scoprirà che non ci sono soldi...
Cosa c'è nella manovra? Il sostegno agli investimenti.
Si ripropone l'incentivo Tremonti, più famoso per i costi sul bilancio pubblico che per l'efficacia (di cui si sa ben poco).
In cosa consiste?
L'incentivo consiste nella deducibilità dall'imponibile di una quota pari al 50 per cento degli investimenti in macchinari effettuati dal momento di entrata in vigore del decreto al giugno 2010. Quindi: tu azienda hai i soldi? Bene, investili e ti togliamo il 50% di tasse per un periodo limitato di tempo.
Ma in un periodo di crisi? Come fanno le aziende che mandano gli operai in cassa integrazione ad aver soldi da poter investire? Misteri da Treconti.
La speranza ci resta dal fatto che la manovra non è ancora definita del tutto. Attendiamo l'illuminazione.
fonte: La Voce.info
PS: l'Istat è un istituto serio.